DOP Sabina-Lazio

Nel territorio che da Rieti giunge ai piedi della Capitale si estende la zona che fu teatro del famoso Ratto delle Sabine nella quale oggi si produce un importante olio extravergine di oliva DOP, tra testimonianze e ricordi del passato.

Partendo dal comune di Roma, la Sabina si estende dalla riva sinistra del Tevere fino a raggiungere e oltrepassare i Monti Sabini in provincia di Rieti. Viene spontaneo accostare questo territorio al famoso «ratto» compiuto da Romolo poco dopo la fondazione di Roma (753 a.C.). Ma per descrivere questa importante zona agricola della Penisola bisogna ricordare che a guidare la cordata della produzione agroalimentare è l’olio Sabina DOP, prodotto simbolico la cui zona di produzione include una cinquantina di comuni nelle province di Roma e Rieti.

Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti nel 116 a.C., nel suo «De re rustica» elencava i consigli per la coltivazione dell’olivo e per la produzione di olio in Sabina, proponendo di fatto il primo disciplinare di produzione di un olio di oliva.

Oggi naturalmente vi è un moderno disciplinare, che prescrive come l’olio Sabina DOP si debba ottenere dalle varietà di olive presenti in loco, precisamente Carboncella, Raja, Frantoio, Pendolino, Olivastrone, Moraiolo, Olivago, Salviana, Leccino e Rosciola, alcune delle quali siamo propensi a ritenere che fossero presenti già in epoca romana.

Caratteristiche sensoriali

Colore: 
yellow green with golden nuance

Odore: 
fruity

Sapore: 
fruity, velvety, uniform, aromatic, sweet, bitter, and peppery for very fresh oil

Curiosità

Risale al VII secolo a.C. la coltivazione dell'olivo nella zona della Sabina, infatti innumerevoli reperti archeologici testimoniano la presenza della cultura olivicola della zona.

La Fiaschetta di Poggio Sommavilla è la preziosa opera che è oggi conservata a Boston al Museum of Fine Arts. Riporta un'iscrizione che è considerata il più antico esempio di scrittura sabina di epoca pre-romana.

www.sabinadop.it