DOP Penisola Sorrentina

L'olio extravergine di oliva dell’incantevole e universalmente conosciuta penisola della provincia di Napoli ha caratteristiche molto particolari, come il pizzicare in gola e l’amaro, che sono tra le sue note migliori e distintive.

La Penisola Sorrentina è luogo di mare, ma anche di colline, sulle quali si arrampicano arditi terrazzamenti che ospitano più o meno 1.500 ettari ricoperti da oliveti. Da queste piante immerse nel clima mediterraneo e sostenute da terreni di natura vulcanica nasce l’olio extravergine di oliva DOP Penisola Sorrentina.

L’area di produzione è tutta in provincia di Napoli e interessa 13 comuni (compresa l’isola di Capri): Sorrento, Meta, Vico Equense, Pimonte, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Massa Lubrense, Capri, Anacapri, Gragnano, Lettere, Casola di Napoli e parte del territorio di Castellammare di Stabia. Quella della Penisola Sorrentina è un’olivicoltura di grande valore, ma anche difficile per le condizioni rografi che impongono costosi terrazzamenti.

L’olio DOP Penisola Sorrentina è ottenuto dalla molitura delle olive delle varietà Ogliarola, detta anche Minucciola, in misura non inferiore al 65%, e Rotondella, Frantoio o Leccino, che non devono superare il 35%.

Caratteristiche sensoriali

Colore: 
from green, to more- or less-intense straw-yellow

Odore: 
fruity

Sapore: 
fruity with medium to weak sensation bitterness and a light hint of pepperiness

Curiosità

Ai tempi della Magna Grecia l'olio veniva offerto dai pellegrini alla dea Atena, il cui tempio dominava Punta Campanella, promontorio estremo del Golfo di Napoli di fronte all'isola di Capri.

Atena era la dea guerriera, ma anche protettrice della filosofia e delle arti, e dai Greci e poi dai Romani, con il nome di Minerva, era ritenuta l'inventrice delle olive e dell'olio («oleaeque Minerva inventrix» recita Virgilio nel Libro I delle Georgiche).

Sono infatti molti i resti di santuari eretti dai Romani e dedicati a Minerva in cui sono state rinvenute tracce dei recipienti utilizzati per le offerte dell'olio alla dea.