DOP Collina di Brindisi

Questo olio extravergine DOP è composto da olive appartenenti a diverse cultivar, ma prevalentemente dall’autoctona Ogliarola, una varietà che era presente nel Brindisino già in epoca romana.

L’olio extravergine di oliva DOP Collina di Brindisi nasce negli oliveti che si estendono nella parte nord della provincia pugliese, in particolare in corrispondenza dell’ultimo tratto orientale dell’altopiano calcareo delle Murge che degrada a nord-est verso la fascia costiera e che a sud discende verso la Piana Messapica, più nota come Pianura Salentina.

La zona di produzione dell’olio Collina di Brindisi comprende così i comuni di Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni e Villa Castelli, tutti nella provincia di Brindisi.

I tipi di olive che compongono l’olio Collina di Brindisi appartengono alla varietà Ogliarola Salentina per almeno il 70%, ma se ne possono usare anche altre, tra cui alcune autoctone, come Cellina di Nardò, Picholine, Coratina, poi Frantoio e Leccino e sono consentite pure altre cultivar diffuse nel territorio, purché presenti, da sole o congiuntamente, in misura non superiore al 30%.

Caratteristiche sensoriali

Colore: 
from green to yellow

Odore: 
moderately fruity

Sapore: 
fruity with hints of spice and bitterness

Curiosità

Come ci ricorda lo storico latino Plinio il Vecchio, in epoca romana la varietà più coltivata nel Brindisino era l'Olea lapygia, l'Ogliarola di oggi, già allora molto diffusa per l'alta resa in olio.

La lunghissima permanenza dell'olivo nell'area brindisina è oggi testimoniata anche da alcuni antichissimi e spettacolari alberi presenti specialmente nelle zone di Ostuni e Fasano